Lo sventolio delle bandierine tricolori alzate dagli studenti della terza media dell’istituto Ferrari ha fatto da degna cornice alla premiazione del cantante Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, ieri mattina ricevuto nella sala comunale dei Sindaci dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo che ha detto, a nome suo e della cittadinanza «ho voluto premiare il cantautore in segno di gratitudine per avere reso un contributo importantissimo all’Italia e alla conoscenza nel mondo di Pontremoli».
Il dottor Romeo ha preso spunto da una recente intervista in cui Zucchero tesseva l’elogio della terra pontremolese: «Ho avuto l’opportunità di vivere in America a San Francisco o in Inghilterra, ma alla fine dopo un po’ di tempo non ci resisto. E quando torno, assaporo le cose belle. Non dimentico mai tutto ciò che è parte della nostra cultura e delle nostre radici».
È stato lodato l’impegno del cantante che in molte occasioni ha dato una mano al Comune di adozione, come il concerto regalato agli inizi degli anni Novanta, il cui ricavato ha permesso di restaurare il tetto del teatro della Rosa, la “Partita del cuore” tra la squadra “Lunisiana Soul” contro la nazionale cantanti, con l’incasso devoluto all’Associazione italiana sclerosi multipla della sezione di Massa Carrara.
Infine il contributo di 50 milioni di lire per l’acquisto del Trenino Lillipuziano.
Il commissario prefettizio Romeo ha fatto dono a Zucchero di una statua stele di pietra arenaria tipo B “a cappello di carabiniere”, che rappresenta il simbolo della Lunigiana, mentre splendidi omaggi floreali sono stati donati alla compagna Francesca Mozer e alla madre di lei, Nicoletta.
Zucchero, al limite della commozione, ha raccontato il suo incontro con Pontremoli: «A quel tempo vivevo in Versilia, ma mi ero divorziato e stavo cercando un luogo ideale per non essere troppo distante da Roncocesi (Reggio Emilia) dove vivono i miei genitori e dalla Versilia dove vivono le mie figlie e quindi mi sono fermato a Pontremoli che è proprio a metà strada. Ricordo quel giorno di settembre quando in sella alla mia moto ho scollinato e mi sono trovato di fronte una splendida valle con un rudere in un prato verde. Ho fermato la moto e mi sono sdraiato sul prato in riva al torrente. Mi sono sentito subito a casa mia. Sarà la nostra casa dove passare il Natale e la Pasqua, ho pensato allora, invece è diventata la casa per sempre. Qui ho conosciuto gli amici che contano con cui passo la domenica in campagna come quando ero ragazzo».
Ma la sorpresa per Zucchero è stato il miniconcerto del cantastorie della Lunigiana, Luigi Fabbri da Panicale, in arte Bugelli che, invitando tutti a cantare la strofa di “Cav la pegra d’nti coi” è stato gratificato da Zucchero e da Francesca Moser che hanno cantato, assieme ai presenti, in dialetto. Al termine, autografi da parte di Zucchero firmati sulle bandierine tricolori. D’altra parte il tricolore è nato proprio a Reggio Emilia.
Quindi le risposte ad alcune domande: «Il mio ultimo album resta, per ora, “Cioca al bec” che vuol dire “batti il becco”. Tornerò dalla tournèe all’estero giusto in tempo per assistere a “Medievalis”. Mi raccomando anche quest’anno bisogna fare bella figura».