Al termine di quattro giorni di combattimenti all’arma bianca, di incontri a palla medievale, a disfide d’arco, che hanno registrato nel centro storico la presenza di oltre 30mila visitatori, la sesta edizione di Medievalis è stata vinta da Sommoborgo, contrada “guelfa” di Pontremoli, davanti ai “ghibellini” di Imoborgo e alla gente del Contado. Da sottolineare che quest’anno, a differenza di quanto avveniva nelle scorse edizioni, quando per l’assegnazione del trofeo bronzeo, opera dello scultore Luciano Preti, era sempre determinante la vittoria nella Giostra dei Cavalieri, quest’anno invece, in seguito ai recenti incidenti avvenuti nelle carriere di piazza che vedevano impegnati i cavalli, la Giostra è stata ridimensionata dagli organizzatori che hanno stabilito di mettere in secondo piano la velocità e la forza rispetto alla scioltezza dell’andatura del cavallo e allo stile del cavaliere. È stata quindi determinante la vittoria schiacciante ottenuta dalla contrada di Sommoborgo che al termine del Torneo de Scrima, disputato a mezzogiorno di domenica sotto il sole a picco su Piazza Duomo, si aggiudicata la vittoria nel Torneo di scherma con arma leggera tra gli applausi scroscianti del folto pubblico. Per la cronaca, ai biancorossi di Sommoborgo oltre al trofeo “Medievalis” è andata una copia del Manifesto artistico “Medievalis 2010” del maestro Ernesto Piccolo, già docente di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle arti di Firenze. La parte culturale di Medievalis si è svolta lungo la via del Castello dove sono state presentate creazioni dal vivo dal titolo “Come animare la pietra”. Le opere esposte sono dei maestri scultori diplomati all’Accademia di Firenze, studenti del prof. Luciano Preti, in pratica rappresentano la cultura mondiale: la sudcoreana Myejin Kim, la giapponese Kumiko Suzuki, l’iraniana Maryam Pezeshki, la fiorentina Nella Pizzo e il pugliese di Canosa (Bari), Sergio Rubini, che hanno scolpito dal vivo davanti ai visitatori. Fanno invece parte dello progetto “Come coinvolgere gli antichi mestieri” due valenti scalpellini locali come Guido da Pontremoli e Gaetano Carbonaro che hanno fatto vedere direttamente ai visitatori le tecniche per l’impiego della pietra nell’arredo urbano.

Il Tirreno. Foto: Lorenzo Barsotti