Un paese ha necessità di fare luce sulle proprie radici, non per rimanere immobile a guardare il passato ma per dare senso al presente e progettare il futuro; è un sapere che si acquisisce con l’interesse e con lo studio di lunga durata, chi  ne sa un po’ di più ha il “dovere”, scrive Dante nel Convivio, di spezzare il suo “pane della scienza” con chi conosce di meno. Nella festa di Medievalis così è stato in tre conferenze. Don Pietro Pratolongo, che ha anche benedetto gli stendardi della Compagnia del Piagnaro nella Messa  nella chiesa di S. Francesco, ha parlato di ospitalità e assistenza nel Medioevo, valori maturati al meglio col cristianesimo che mette al centro la persona umana e pertanto organizza opere caritatevoli di tutela e di cura, che la civiltà classica  riservava a pochi.

Pontremoli è stata sede di molti ordini religiosi e di confraternite, che hanno dato accoglienza a malati e pellegrini, assistito condannati a morte, curato lebbrosi e malati di peste con molteplici opere di misericordia. Il Medioevo vero infatti non è stato un tempo buio, bensì luminoso. Paolo Lapi e Fabio Folloni hanno fatto luce su alcuni scorci di storia medioevale di Pontremoli, attingendo alle fonti di immagini dipinte, descrizioni di cronisti, da cui si intuisce un borgo che nella sua struttura amministrativa aveva scuole – dove si studiavano la arti liberali del trivio (grammatica,dialettica, retorica) e il diritto notarile per creare funzionari comunali – istituti assistenziali, la casa comunale di S. Lazzaro per i malati contagiosi. L’Università “frutto” del Medioevo è stata argomento della conferenza di Edoardo Fregoso docente universitario a Parma.

Nel crollo dell’Impero Romano l’unica struttura con funzioni anche civili rimase la Chiesa, che organizzò “scholae” giuridiche che attingevano al romano Corpus iuris civilis riordinato dai bizantini sotto Giustiniano. Dopo il Mille nascono le Universitas, società laiche con personalità giuridica: si istituisce un contratto tra maestro e allievo, con acquisizione di laurea valida solo all’interno di un feudo o di un Comune, a meno che l’Università non abbia privilegio di valere in tutte le terre dell’impero. Fu così per Bologna che si dice sia stata la prima Università fondata in Italia nel 1088, certo è che pochi anni dopo Irnerio ebbe incarico di insegnare diritto nello Studio di Bologna, definì le prerogative assolutistiche delle funzioni imperiali per Federico I Barbarossa, fece glosse o note di spiegazione a testi giuridici; col tempo si passò ai commenti nell’Università, che era solo facoltà di giurisprudenza necessaria alle funzioni civili.